Dove siamo quando siamo in una asana?

Stiamo inseguendo un ricordo della giornata? O stiamo cucinando la cena? Stiamo pensando a tutte le cose che dobbiamo fare domani? O stiamo pianificando il post di Instagram in cui faremo vedere la nostra nuova posa yogica?

Dove siamo?

Yoga accade nella fusione della coscienza nella materia.
Nell’immergersi nelle nostre membra.
Nel riconoscere che siamo in questa infusione, che chi percepisce e ciò che è percepito sono nello stesso luogo nello stesso momento.
Quindi sono la stessa cosa.

Cosa siamo se non siamo noi?
Dove siamo se non siamo dentro di noi?

Diamo per scontato che la parte pensante, quella che sentiamo nella testa, fra gli occhi, quella che parla continuamente e giudica sempre e tutto, siamo noi.

E il resto?

E tutto ciò che fa funzionare perfettamente tutto il resto, inclusa la piccola parte che produce i giudizi, lo sentiamo?
Ci siamo dentro?

SI dice che la viscerocezione sia più difficile della propriocezione.
Che percepire i visceri sia più difficile che percepire i muscoli.

Non credo che sia così.
Credo che, se sono davvero nella percezione profonda del mio essere nel muscolo, del mio essere il muscolo, allora potrò essere ovunque.

Potrò percepire le mie ossa come i miei polmoni.
Potrò essere nel mio stomaco come nei miei tendini.
Potrò essere nel mio occhio destro come in Anahat chakra.

Una volta che sono nel fegato sentendomi fegato, sono in grado di farlo con tutto.

Foto by Tania Siviero