Come vi raccontavo, un modo bellissimo di mandarci i feedback, dentro al Laboratorio Yogico Permanente online, è quello di disegnarli.
Infatti Tania Siviero ci ha inviato un’altra delle sue vignette estremamente esplicative;)
Ve la racconto un po’:
la base dello yoga si costruisce attraverso lo sviluppo della propriocezione, la percezione del propio.
E cosa abbiamo davvero se non il nostro corpo?
Lo si fa esercitando l’attenzione a diventare concentrazione.
La prima è una qualità mentale capace di rimanere sul suo oggetto per un breve periodo di tempo, la seconda per un periodo molto più lungo.
Appena ci accorgiamo di esserci spostati dal nostro oggetto di meditazione, semplicemente ci ritorniamo, ancora e ancora, fino a che quello spazio/tempo di allontanamento non si creerà più.
L’oggetto d’attenzione percettiva, nelle asana, è il muscolo che si allunga, l’osso che si sposta, la pelle che tocca il pavimento, le mucose a contatto con l’aria…
Una volta che staremo a lungo dentro a queste percezioni senza spostarci da lì, avendo sviluppato concentrazione, sentiremo il suono dei visceri e l’energia della colonna.
E non avremo più scampo: non ci sarà più niente di sufficientemente interessante da portarci via da lì, dalla conoscenza di noi stessi, del nostro sapore, del nostro rumore, del nostro vibrare.
A quel punto la concentrazione avrà un gancio ancora più potente per potersi sviluppare.
Ancora e ancora.
E il cuore lo dirà.
Apertamente.
È l’amore.