“Non ci si innamora degli uomini o delle donne, ci si innamora delle anime”, dice mia madre.
Ecco una cosa che ho scoperto a 45 anni essere profondamente vera. Se non si hanno pregiudizi che possano chiudere la percezione e se capita, ci si innamora delle persone, non dei loro genitali.
Sono una donna che, dai 6 ai 45 anni si è sempre innamorata di uomini.
Poi, il 24 dicembre del 2017, vado in un locale a sentire il concerto di un’amica di una mia amica. Mi siedo in prima fila e inizio ad ascoltare. Una chitarrista, un chitarrista e un percussionista. La chitarrista, all’occorrenza, tira fuori il basso. Poi scopro che è una bassista che all’occorrenza tira fuori la chitarra.
Fanno blues.
Canta la chitarrista/bassista. Ha una voce graffiante, calda, diversa dalle voci femminili che si sentono in giro di solito. Mi piace molto il suo timbro, il colore della sua voce. Mi piace come sorride di un sorriso complice e dolce verso i musicisti, leggero e presente verso il pubblico.
Dopo poco che noto tutto questo, mi sorge spontaneo un pensiero:
“cavolo….l’uomo della mia vita….”
Un altro pensiero segue a ruota….”guarda che è una donna…..”
“eh”, dice il terzo pensiero…..”è un problema?….”
“Bha….direi proprio di no…..” conclude il quarto pensiero.
A fine concerto chiacchieriamo, presentate dalla nostra amica comune, di mantra e di musica. Di musica io so poco e niente. Ho ascoltato sempre e solo jazz, quello anni 30. Dai 13 ai 25 solo jazz classico. L’unico intermezzo è stato 1 album dei Bon Jovi, Slippery when wet, capolavoro della band. Per il resto Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Ornette Coleman e Dizzie Gillespie. Madonna e Michael Jackson avevano fatto capolino, ma ne ammiravo più la personalità che le scelte musicali.
Per il resto della vita Mantra tibetani, preghiere tibetane, canti mistici e trullallà, ma in tibetano.
Lei e la nostra amica volevano riaprire il discorso di un trio che avevano creato anni prima, ma con la variante orientale e avevano pensato che io potessi aggiungere quel pezzettino.
Quindi ci iniziammo a trovare, tutte e tre, per mettere sù questo progetto musicale.
Ci trovavamo a casa della bassistaall’occorrenzachitarrista. Suona che ti risuona io mi innamoravo sempre di più. Ma di quegli innamoramenti che non ti spieghi, a 45 anni. Di quelli che solitamente hai a 15…tò…a 18.
Lei impassibile. Le avevano detto che ero etero, fidanzata e madre. Pietra sopra gigante.
Effettivamente ero tutte e tre le cose. Ma dopo un po’ mi ritrovai solo madre.
Il fatto che fossi innamorata di una donna faceva di me una etero-fino-a-che-non-lo-sei-più, e il mio fidanzato venne messo a conoscenza del fatto che mi ero innamorata di un’altra persona, uscendo seduta stante dalla zona-fidanzati.
Io scoprii che ci si innamora nello stesso identico modo di una donna come di un uomo.
Non è una cosa sovra-umana, soprannaturale, innaturale, ma accade proprio uguale uguale. Così…tipo che ti innamori e basta.
Oggi sei innamorata di Giuseppe, domani ti innamori di Maria. Oggi ami Maria e domani il tuo cuore batte per Giuseppe.
Se poi ti dimeni, combatti quel sentimento, non ti accetti, allora inizi ad avere un problema. E magari lo imputi a qualcun altro, magari inizi ad odiare un altro perché non puoi ammettere di odiare te stesso, perché non sai come fare.
Ma questi sono i condizionamenti di cui parlavo all’inizio.
Se non ci sono, ti innamori, ti dichiari e speri che l’altr* contraccambi. Così, semplicemente….
E così è successo.
Che a 45 anni ho scoperto che amare una donna, per una donna, è come amare un uomo, ma più facile. Ci si capisce più velocemente, si parla la stessa lingua emotiva e chiacchiericcia, si riconoscono le stesse fatiche, si condivide la stessa intimità con il proprio corpo e, per quanto mi riguarda, ci si fida più facilmente.
Non c’è più quel tedioso problema del “ma cosa intendeva quando ha fatto quello e non ha detto quest’altro?”
Tutto quell’estenuante teatrino delle differenze uomo/donna non c’è più. E oh come non mi dispiace! Per entramb*, eh, sia chiaro. Non è che gli uomini siano felici della costante incomprensione con le donne.
Ho scoperto nuovi tratti di me, ho scoperto il mio corpo come non sapevo esistere e ho scoperto che una parte di me si preoccupa come una adolescente di come potrebbero reagire gli altri.
Gli altri…..le altre…..
Cari altri e care altre, sapete che l’amore è uguale? Sapete che non valete di meno se io amo una donna? Sapete che non valete di più se mi offendete o se mi fate preoccupare con le vostre reazioni strane di fronte a due donne che si tengono per mano e si scambiano un bacino (così facile far trasalire le persone, nel 2020….).
Qualche gg fa ero in centro a Bologna, con mia figlia 15enne. Sotto al portico due ragazze di al massimo 17 anni si stavano baciando, ridendo e ribaciando serenamente, fra tanta altra gente giovane.
Giovane. I giovani. Questi giovani che sono nati nel 2000 e che hanno cartoni animati gay e amiche lesbiche e i cui genitori vanno ai pride, per cui si possono baciare e lasciano che le persone bacino chi vogliono, senza riversar loro addosso nulla di negativo. Che belli questi giovani.
Poi c’è la mia generazione e quella precedente e quella parte di genitori con una emotività problematica, molto delicata, che si lascia turbare da un bacio fra due uomini, da una carezza fra due donne.
Con queste persone io non so come comportarmi.
Penso sia giusto non turbare la mente di nessuno, da una parte. In generale, dico.
Ma penso sia vero anche che sia necessario normalizzare l’amore omosessuale agli occhi di tutt*, in modo che le generazioni continuino a crescere in modo aperto, libero da chiusure emotive, debilitanti in primis per chi le ha.
Avete presente quello stranissimo fenomeno per il quale, se c’è un gay, tutti gli uomini si sentono minacciati come se lui ci volesse provare con tutti loro?
Mai capito, veramente.
E se fosse così anche per le donne?
E se le mie allieve, scoprendo che ho sposato una donna, pensassero che, quando le aggiusto in una asana, ci sto in realtà provando?
Non so se loro ci abbiano fatto caso, ma, da quando ho reso pubblica la mia relazione con Rita, non le dondolo più da sotto l’amaca, in Yoga in Volo, come facevo prima, facendo loro quel leggero massaggio dai piedi alla testa che tutte trovavano così piacevole.
Sapete perché? Perché mi lascio condizionare e penso che possano pensare che ci sto provando e che la cosa le possa disturbare nella loro ora di rilassamento yogico.
Eh sì…è proprio così…. Tocco meno le mie allieve. E di questo mi dispiaccio, perché levo loro una coccola gradita e un aggiustamento necessario, spesso.
E perché loro non hanno fatto niente, è tutto nella mia testa, loro le conosco, sono persone libere. Eppure….
Ma sarà anche solo nella mia testa la preoccupazione che, se pubblico sui social foto con Rita che non siano neutre, possano esserci ripercussioni su mia figlia? Che brutta cosa… una di quelle cose di cui non mi sono mai preoccupata, con i miei fidanzati.
Se Rita fosse stata Riccardo avreste visto molte più foto del nostro matrimonio….non solo la mia con la mia migliore amica…..chi posta 1sola foto una del suo matrimonio e per di più senza consorte???
E chi ha passato metà della vita a preoccuparsi che i gestori dei locali non la chiamassero più a suonare se scoprivano che amava una che ha le tette come lei?
Eccoci qui, due donne come noi, che hanno un passato decisamente fantasioso, a non palesare il nostro amore come invece fa l’universo etero.
Una donna con 47 anni di tutto: infanzia fra cortei comunisti, comitati femministi e racconti partigiani, adolescenza fra jazz e Castaneda, gioventù fra Vasco e il Dalai Lama, monachesimo e genitorialità, eczema e tifo, mezz’età fra yoga e digitale, nord e sud, New York e Himalaya, amore etero e omosessuale, si arena davanti alla paura sottile che un’altra persona può avere di lei.
Non ho mai fatto paura a nessuno, prima di adesso. E ho scoperto che la paura altrui, ingenuamente mascherata da fastidio discriminatorio, mi lascia così interdetta da non sapere se abbracciare o meno, pubblicamente, la persona che amo.
Che cosa strana da scoprire alla mia età.
E la cosa particolare da sentire è che, nonostante questo, tutto quello che io mi sento non è etero, omosessuale o bisex, ma Tania. Sono io, sempre io. Solo che so di più.
So che posso amare una donna nello stesso modo in cui posso amare un uomo. So che può succedere a chiunque, se è successo a me.
Che bella esperienza. Che bell’amore che sto vivendo e come sono fortunata a poterlo vivere.
Perché in mezzo alle mie piccole paure, mi rendo conto che c’è chi ne deve vivere di enormi.
In modo assolutamente insensato.
In modo assolutamente ingiusto.
Buon #Pride a chi ha a che fare con la paura, di se stess* e degli altr*, e cerca di capire come affrontarla, come lavorarci sopra.