La disabilità non è un mondo a parte, è parte di un mondo che ha bisogno di essere educato, sensibilizzato e guidato nella cura e nella conoscenza delle persone che la vivono.

Il PROGETTO, la pratica che svolgo insieme alle persone che hanno delle disabilità, è un momento di grande attenzione, apertura alla conoscenza delle particolarità dell’altro. Una ricerca di intima connessione per entrare nel mondo di chi ha un mondo molto delicato e complesso.

E’ il lavoro più stimolante ed arricchente, quello dove imparo di più, dove l’interazione mi nutre, nella concentrazione richiesta ad entrare dentro l’energia di una persona così intensa.

Per essere efficace, in questo tipo di interazione, è necessario essere estremamente capaci di essere aperti e presenti, senza aspettative e pre-giudizi.

E’ necessario ascoltare profondamente in modo da assorbire il momento e sentire ciò che è utile fare.

Certo è necessario avere conoscenze che riguardano il corpo, la voce, il suono, il movimento, l’anatomia, le patologie.

E questo bagaglio è dentro, a supporto della creatività e del momento, in modo che la pratica si adatti alle particolarità di ognun*, facendo scoprire nuovi mondi di unione, nuove aree di respiro, nuovi modi di interazione con se stess* e con l’altr*.

Da anni lavoro con le persone con disabilità, le loro famiglie e le realtà coinvolte, sia privatamente, entrando nelle case e agendo nell’ambiente familiare, che in setting più formali, in associazioni ed istituzioni.

La tecnica che ho messo a punto, dopo una lunga formazione pedagogica sia dentro che fuori il mondo dello yoga, è fatta di osservazione, ascolto e intervento creativo che, ogni volta, utilizza tutto, dal suono al corpo, dal respiro allo sguardo, dal tocco al silenzio, dagli oggetti ritualistici ai giochi: un approccio in cui la presenza calma e attenta è fondamentale per comprendere cosa fare, come farlo e quando farlo.

Insegno questo approccio, verso tutte le tipologie di disabilità, in una FORMAZIONE aperta a chiunque sia coinvolto dal mondo della disabilità, ad esempio operatori ed educatori, gruppi di lavoro di strutture e associazioni, insegnanti di yoga e familiari interessati.

L’importante è passare dal “fare yoga”, all'”essere yoga”, per creare un momento di dedizione consapevole pieno sia di conoscenza della tecnica che di esperienza della vita.

Per informazioni:
info@yogaemeditazione.it
ph. 375.513.7511